sensibile riduzione dell'efficacia nei confronti della malattia lieve o moderata (che a più di sei mesi dall'inizio della campagna vaccinale si attesterebbe al 40.5%) nonché nel prevenire il contagio (39.0%).

La terza dose in Israele
Proprio alla luce di questa diminuita efficacia (che secondo molti esperti dipende in parte anche dalla diffusione della variante Delta), il governo israeliano - primo fra tutti - ha deciso a partire dal 30 luglio di somministrare una terza dose di vaccino: prima agli over 60 e poi anche a tutti gli israeliani con più di 40 anni.
I risultati non si sono fatti attendere: secondo il ministero della Salute la protezione contro l'infezione è aumentata di 4 volte tra gli over 60 che hanno fatto il booster rispetto a chi aveva ricevuto due dosi. Alcuni esperti hanno inoltre evidenziato un calo nella curva dei contagi tra gli ultrasessantenni: come si può osservare nel grafico in basso, se la curva dei non vaccinati prosegue nella sua impennata, nell'ultima settimana quella dei vaccinati ha ripreso a calare. Un effetto del richiamo? Per ora è presto per avere certezze, ma si tratta di un indizio importante.

Negli Stati Uniti terza dose dopo otto mesi. Anche Francia e Germania pensano ai richiami
Dobbiamo rassegnarci a fare la terza dose? E quanto durerà l'effetto di un eventuale booster? Se a quest'ultima domanda è per ora impossibile dare una risposta, sulla terza dose varie alcuni Stati si sono già portati avanti. Gli Stati Uniti hanno ad esempio annunciato che a partire dal 20 settembre inizieranno le somministrazioni dei richiami per tutti coloro che hanno fatto la seconda dose da più di otto mesi.
"I dati disponibili - si legge in una nota firmata dalla direttrice dei centri per la Prevenzione delle malattie (Cdc), Rochelle Wakensky, e dal capo della Food and drug administration (Fda), Janet Woodcock - mostrano chiaramente che la protezione contro l'infezione da coronavirus diminuisce con il tempo, e in coincidenza con la variante Delta, iniziamo a vedere una protezione ridotta contro la malattia in forma moderata e lieve. Abbiamo concluso che un richiamo sia necessario per massimizzare la protezione da vaccino e prolungare la sua durata".
In Germania e in Francia la terza dose verrà offerta agli anziani e ai giovani più fragili, mentre nel Regno Unito ne avranno diritto tutti gli over 50 nonché le persone a rischio. L'Italia non ha ancora preso una decisione: probabilmente gli esperti aspettano che arrivino dati più solidi a certificare (o meno) la necessità di un booster. Anche perché, stando all'ultimo report dell'Istituto superiore di sanità, nel nostro Paese l'efficacia dei vaccini è ancora molto elevata e risulta pari all'82,5% rispetto all'infezione e al 94,9% nel prevenire le ospedalizzazioni.

La protezione di AstraZeneca dura più a lungo?
Cosa dobbiamo aspettarci? Uno studio pubblicato il 16 agosto dall'Università di Oxford ha confermato una riduzione dell'efficacia dei vaccini nel tempo, ma ha anche suggerito che il calo potrebbe essere più marcato nel caso dei vaccini a mRNA. Se Pfizer offre una protezione iniziale superiore al 90% che si dimezza quasi dopo 4 mesi (un dato tutto sommato in linea con i numeri riportati dal governo israeliano) AstraZeneca offre una protezione inizialmente meno robusta (pari ad oltre il 70%) che però è più costante nel tempo e decade meno velocemente. Alla riduzione di efficacia dei vaccini contro infezione e malattia lieve potrebbe aver contribuito anche il diffondersi della variante Delta.

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